Cosa significa essere protagonisti

Piscina est della fiera di Rimini

«il protagonista non è chi realizza
grandi cose, bensì l’uomo libero, consapevole
di essere unico e irripetibile»

Il titolo del Meeting di quest’anno richiama gli uomini e le donne a essere protagonisti della loro vita. Ma di che protagonismo si tratta? L’uomo che il Meeting tratteggia è protagonista perché s’impegna con il senso della esistenza, con la ricerca di un compimento, con i suoi desideri profondi del cuore.
Un uomo che non si censura, che non riduce a niente il suo desiderio di felicità, di giustizia, di vero, e si impegna con l’esistenza che gli è data per soddisfare il proprio cuore.

Protagonista è l’uomo che si impegna con il suo destino.

Insomma, chi non lascia che la sua personale ricerca della soddisfazione gliela facciano altri, gliela confezionino altri: le ideologie, i clericalismi, le mode. Spesso si vive al 5%, scriveva Montale. Cioè si chiede poco alla vita. E a Dio.

E ci si impegna poco, per poi ritrovarsi poco soddisfatti e imbottiti da quelle soddisfazioni preconfezionate e insapori che spesso ci vengono offerte non per il destino e la gioia delle persone, ma per l’affermazione del potere economico, politico, o d’altro genere.

O protagonisti o nessuno, è lo schiaffo che il Meeting dà a questa Italia in cui pochi sembrano volersi assumere delle responsabilità.

Ma oltre allo schiaffo, alla provocazione, il Meeting offre una possibilità.

Ovvero è al tempo stesso provocazione e luogo di incontro con dei possibili compagni di strada e di “protagonismo”. A Rimini per una settimana intensissima di conferenze, spettacoli, letture (da Eliot, a Pavese, da Leopardi a Baudelaire), e andando per mostre, c’è la chance di lasciarsi provocare e di fare incontri importanti, con gente famosa e gente ignotissima.

Tutti coloro che lo hanno visitato, da ogni cultura politica o religiosa provenissero, hanno trovato nel Meeting una provocazione e una possibile compagnia. Perché il protagonista non è l’uomo “solo” ma colui che con altri condivide il gusto e l’avventura di scoprire di essere unico e irripetibile.

All’anno prossimo!

Leonora

  • Ciao. Volevo solo dirti che trovo la tua spiegazione del titolo del meeting molto più efficace dello slogan se stesso, che a leggere diversi blog che ne parlano, ha dato luogo a notevoli fraintrendimenti. Io avrei preferito qualcosa tipo “Il coraggio di essere protagonisti”, ma a volte gli slogan, si sa, servono anche per provocare un po’, e forse proprio per questo non è passato inosservato.

  • Sì lo slogan è stato pensato proprio per provocare e in effetti l’ho trovato anch’io un pò azzardato nella forma..

    Non so se hai già sentito quello dell’anno prossimo: “La conoscenza è sempre un avvenimento”

    Ciao!

  • E’ decisamente meno slogan, ma quello che importa sono i contenuti. Che mi interessano anche perchè ho appena dedicato un post proprio al rapporto tra la conoscenza e la banda larga. Ciao.

  • Leonora

    @Robi staremo a vedere ;)

  • Aldo

    Per carità, i titoli del meeting sono noti per essere volutamente incomprensibili, forse volutamente ostili alla lingua italiana. Però ^po’^ scrivetelo senza accento, please.