Dalla morte, la vita

Dalla morte, la vita

I primi bucaneve.

Pasqua 2011

…«Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede» (1 Cor 15,14s). La fede cristiana sta o cade con la verità della testimonianza secondo cui Cristo è risorto dai morti. Se si toglie questo, si può, certo, raccogliere dalla tradizione cristiana ancora una serie di idee degne di nota su Dio e sull’uomo, sull’essere dell’uomo e sul suo dover essere – una sorta di concezione religiosa del mondo -, ma la fede cristiana è morta. Gesù in tal caso non è più il criterio di misura; criterio è allora soltanto la nostra valutazione personale che sceglie dal suo patrimonio ciò che sembra utile. E questo significa che siamo abbandonati a noi stessi. La nostra valutazione personale è l’ultima istanza. Solo se Gesù è risorto, è avvenuto qualcosa di veramente nuovo che cambia il mondo e la situazione dell’uomo. Allora Egli, Gesù, diventa il criterio, del quale ci possiamo fidare. Poiché allora Dio si è veramente manifestato.
Benedetto XVI
L’avvenimento non identifica soltanto qualcosa che è accaduto e con cui tutto è iniziato, ma ciò che desta il presente, definisce il presente, dà contenuto al presente, rende possibile il presente. Ciò che si sa o ciò che si ha diventa esperienza se quello che si sa o si ha è qualcosa che ci viene dato adesso: c’è una mano che ce lo porge ora, c’è un volto che viene avanti ora, c’è del sangue che scorre ora, c’è una risurrezione che avviene ora. Fuori di questo «ora» non c’è niente! Il nostro io non può essere mosso, commosso, cioè cambiato, se non da una contemporaneità: un avvenimento. Cristo è qualcosa che mi sta accadendo. Allora, perché quello che sappiamo – Cristo, tutto il discorso su Cristo – sia esperienza, occorre che sia un presente che ci provoca e percuote: è un presente come per Andrea e per Giovanni è stato un presente. Il cristianesimo, Cristo, è esattamente quello che fu per Andrea e Giovanni quando gli andavano dietro; immaginate quando si voltò, e come furono colpiti! E quando andarono a casa sua… È sempre così fino adesso, fino in questo momento!
Luigi Giussani

2 thoughts on “Dalla morte, la vita

  1. Ciao, complimenti per tutte le foto…
    Sono capitato qua sul tuo blog un po’ di mesi fa… E oltre a vedere certe foto EPICHE, sono rimasto impressionato da come il Signore ti abbia dato un dono così grande come il saper fotografare, e da come tu glielo restituisca con semplicità…
    Così tanti si vantano di saper fotografare come fosse un superpotere, così pochi usano la fotografia come uno strumento per trasmettere la vita… Come vorrei anche io…

    Buona Pasqua!

  2. Ciao Tom! Grazie per avermi scritto. Perché non vieni a fotografare con me come volontario al meeting? E’ stato lì che ho iniziato a capire che la fotografia può essere utilizzata come linguaggio per descrivere l’umano.

    ciao :)
    Leo